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I NEURONI SPECCHIO

L’uomo impara ed agisce come un organismo integrato e non assemblato.
Tutto ciò che solitamente viene diviso durante le varie fasi dell’allenamento con la speranza di poterlo ricongiungere alla fine del periodo allenante, non avrà in realtà un “transfert” nella partita, poiché il giocatore apprende solamente quando l’esercizio o l’esercitazione ripropone le stesse problematiche tecniche, tattico-cognitive e fisiologiche che deve affrontare durante la partita. E’ importante sapere che se si compiono due gesti simili, ma con finalità diverse, anche se composti con le stesse parti del movimento, tutta la sequenza di attivazione si realizza in neuroni diversi.
Questo ci deve far capire che quando si insegna un gesto tecnico avulso dalla realtà del gioco, “attiviamo” dei neuroni che nella fase agonistica non saranno operanti.
Questo principio vale per qualsiasi attività, dalla fase agonistica alla corsa. Una volta fatta nostra questa conoscenza riusciremo a comprendere come l’attività neuronale risulta essere specifica non dell’azione che svolgiamo, ma dalla finalità, ovvero dall’intenzione, che sollecita l’azione stessa.
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